|
Mario Francese, cronista ucciso dalla mafia
|
|
Scritto da Dino Paternostro
|
|
domenica 02 marzo 2008 |
|
La fine degli anni ’60 e tutti gli anni ’70 sono segnati dalle grandi inchieste giornalistiche realizzate da Mario Francese. A partire dai servizi sulla strage di viale Lazio del 10 dicembre 1969, di cui il giornalista seguì il «processone», passando dal sequestro del giornalista de «L’Ora» Mauro De Mauro del 1970, e dall’omicidio del procuratore della Repubblica di Palermo, Pietro Scaglione del 1971. Seguirono poi tanti servizi sull’ex primula rossa di Corleone, quel Luciano Liggio assolto a Bari e arrestato nuovamente nel 1974 a Milano. |
|
Leggi tutto...
|
|
|
Mario Francese, cronista ucciso dalla mafia
|
|
Scritto da Dino Paternostro
|
|
domenica 02 marzo 2008 |
|
Agli inizi degli anni ’70, il giornalista Mario Francese fu l’unico che capì e cominciò a raccontare l’ascesa dei «corleonesi» ai vertici di Cosa Nostra. Fu l’unico che, già nel 1976, aveva scritto di Totò Riina come del nuovo capo dei «liggiani». Ma l’attenzione e l’interesse di questo cronista di razza verso il luogotenente di Luciano Liggio si era manifestata anche anni prima, nel luglio 1971. Allora, infatti, fu l’unico giornalista che riuscì ad intervistare Ninetta Bagarella, che da lì a poco avrebbe scelto la strada della latitanza per diventare la moglie di Totò «u curtu». Una latitanza durata fino al 15 gennaio 1993, giorno dell’arresto dell’allora «capo dei capi» di Cosa Nostra. |
|
Leggi tutto...
|
|
|
Mario Francese, cronista ucciso dalla mafia
|
|
Scritto da Dino Paternostro
|
|
domenica 02 marzo 2008 |
|
Mario Francese nacque a Siracusa il 6 febbraio 1925, ma si trasferì a Palermo dopo il ginnasio per completare gli studi liceali. Dopo il diploma si iscrisse alla facoltà di ingegneria dell’Università di Palermo, ma per rendersi economicamente indipendente dalla sua famiglia comincia a lavorare come telescriventista all’Ansa. Ben presto, però, viene fuori la sua vera passione: il giornalismo. Comincia a scrivere per l’Ansa e diventa corrispondente de «La Sicilia», occupandosi di cronaca nera e giudiziaria. Quando Francese intervistò Ninetta Bagarella, la moglie di Toto Riina Mario Francese, il cronista che per primo si occupò dei "corleonesi" |
|
Leggi tutto...
|
|
|
Il clan dei Rizzuto
|
|
venerdì 11 gennaio 2008 |
|
L'asse mafioso tra il Canada e l'Italia al centro dell'inchiesta “Orso bruno gold”. Diciannove ordini di cattura. Presi di mira soggetti appartenenti al clan Rizzuto, emigrati in America originari di Cattolica Eraclea, nell'agrigentino. C'è un autentico salto generazionale, dalla mafia degli agrari e della lupara a quella dei colletti bianchi e delle speculazioni finanziarie dietro l'operazione denominata “Orso Bruno Gold”, messa a segno ieri dalla Guardia di Finanza di Milano e dalla Direzione Investigativa Antimafia di Roma con diciannove ordini di cattura, diciassette in carcere, due ai domiciliari. Al centro dell'inchiesta: l'asse criminale privilegiato che si sarebbe venuto a creare nel tempo tra il Canada e il centro agrigentino di Cattolica Eraclea. Presi di mira soggetti legati ai boss italo-canadesi Nick e Vito Rizzuto, padre e figlio, cattolicesi emigrati negli anni '50 in America e subito affiliatisi alla potente famiglia mafiosa newyorkese dei Bonanno, a sua volta collegata con i Cuntrera-Caruana, storici capimafia di Siculiana. |
|
Leggi tutto...
|
|
|
|