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“Ciro un partigiano siciliano martire”. Belluno ricorda l'agrigentino impiccato per la libertà
Storie - Personaggi
Scritto da Calogero Giuffrida   
sabato 12 gennaio 2008

partigiani, guerra di liberazione dal nazifascismoAnche se in Sicilia non ci fu la lotta partigiana, perché gli americani spazzarono via i nazisti dopo il loro sbarco, molti siciliani pagarono lo stesso un tributo di sangue alla “guerra di liberazione”. Come l’aragonese Salvatore Cacciatore "Ciro", 25enne, comunista, capo partigiano della brigata Nino Bixio, torturato e impiccato insieme ad altri tre combattenti per la libertà nel pomeriggio del 17 marzo 1945 ai lampioni del Campitello, la piazza di Belluno che, nell'immediato dopoguerra, per ricordare il barbaro eccidio, fu intitolata ai martiri. Fu quello uno degli episodi più drammatici della resistenza bellunese, anche per l'intervento del vescovo Girolamo Bortignon che non esitò ad abbracciare e benedire i cadaveri ancora caldi dei quattro partigiani: oltre a Cacciatore, Bepi De Zordo, Valentino Andreani e Gianleone. Ed è proprio a Belluno, nell'aula magna dell'Itis "Segato", che oggi si ricorda l’eroe aragonese con un incontro dal titolo“Ciro un partigiano siciliano martire”.

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Palermo. Arrestato imprenditore in odor di mafia
Articoli - Mafia e Antimafia
sabato 12 gennaio 2008

gdfPALERMO. La guardia di finanza ha arrestato l'imprenditore Lorenzo D'Arpa, 47 anni, già condannato per reati di mafia, ritenuto vicino alle cosca di Brancaccio, accusato di intestazione fittizia di beni. Gli investigatori hanno contestualmente sequestrato, a Palermo, beni mobili e immobili per un valore di oltre un milione di euro.    

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Comitato pro-Contrada chiede aiuto all'arcivescovo di Napoli
Articoli - Mafia e Antimafia
venerdì 11 gennaio 2008

bruno contradaPALERMO. Con una lettera inviata all'arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe, il Comitato di sostegno a Bruno Contrada, chiede al prelato di «intervenire con una supplica presso il collegio giudicante del Tribunale di sorveglianza, così che gli siano concessi, per motivi prettamente umanitari, gli arresti domiciliari». «È da ieri mattina che attendiamo il pronunciamento dei giudici - scrive Marina Salvadore a nome del Comitato - e le ultime notizie ci fanno temere che non vi sarà umanità nella decisione che il Tribunale vorrà notificarci». 

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'Ndrangheta. Nuovo libro di Gratteri e Nicaso
Libri - Mafia & Antimafia
venerdì 11 gennaio 2008

nicola gratteri, sostituto procuratore reggio calabriaROMA. Ripartire dalla strage di Duisburg per svelare quali segreti si nascondono dietro l'ndrangheta. È questo l'obiettivo che Nicola Gratteri, attualmente sostituto procuratore presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e Antonio Nicaso, giornalista italo-americano tra i massimi studiosi di organizzazioni criminali internazionali, perseguono nel saggio «Il grande inganno.I falsi valori della 'ndrangheta», pubblicato dalla casa editrice Pellegrini in uscita in questi giorni. 

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Mafia. Boss cerca di consegnare pizzini in mezzo alla Bibbia
Articoli - Mafia e Antimafia
venerdì 11 gennaio 2008

un'edizione della sacra bibbiaPALERMO. Ha tentato di consegnare ai familiari una Bibbia in cui aveva sottolineato alcune frasi del vecchio testamento. Un modo, come sostengono gli investigatori,  per comunicare con l'esterno. Ad utilizzare questi metodi è il boss mafioso trapanese, Andrea Manciaracina, detenuto dal gennaio 2003, da quando è stato arrestato dopo una lunga latitanza. L'episodio è stato scoperto dalla polizia penitenziaria.  Per gli inquirenti questa condotta «presumibilmente preparatoria di comunicazione esterna» è la stessa che avrebbe utilizzato il vecchio padrino corleonese Bernardo Provenzano. Con lui Mangiaracina ha in comune la lettura della Bibbia e la sottolineatura di molte parti del Vecchio testamento.  A Manciaracina, come pure a Provenzano, a dicembre è stato inasprito il carcere duro previsto dal 41 bis del codice penitenziario. Ad entrambi è stato applicato per 6 mesi il 14 bis che restringe ancor di più la detenzione che prevede l'isolamento in una cella in cui è vietata la televisione, la radio portatile, l'armadio con ante e specchi. Al detenuto viene lasciato il letto e un tavolo con lo sgabello.

 
Palermo, omicidio Coniglio: un'assoluzione e tre condanne
Articoli - Mafia e Antimafia
venerdì 11 gennaio 2008

giustiziaPALERMO. La corte d'assise d'appello di Palermo ha annullato la condanna a 30 anni inflitta in primo grado al killer mafioso Domenico Ganci, accusato dell' omicidio di Mario Coniglio, fratello del collaboratore di giustizia, Salvatore, assassinato nel 1984. Confermate le pene inflitte dal gup ai tre coimputati: Raffaele Ganci, Domenico Guglielmini e Antonio Galliano. I primi due vennero condannati a 30 anni, il terzo a 10.    

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Gustavo Selva: "Presidente conceda la grazia"
Articoli - Mafia e Antimafia
venerdì 11 gennaio 2008

sen. gustavo selvaROMA. «Mi appello a Lei, Signor Presidente della Repubblica, perchè voglia interrogare la Sua coscienza, con rispetto delle norme, al fine di esercitare il potere che la nostra Costituzione Le attribuisce. Lei 'può concedere la grazia e commutare le penè, come recita il penultimo comma dell'art. 87». È quanto scrive il senatore Gustavo Selva in una lettera inviata al Capo dello Stato, ma predisposta «prima della nota del Quirinale», sulla questione della grazia a Bruno Contrada.

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Gettò in mare un clandestino: arrestato comandante di un peschereccio di Bari
Articoli - Cronaca
venerdì 11 gennaio 2008

cladestini a lampedusaLAMPEDUSA. I carabinieri di  Lampedusa hanno fermato con l'accusa di omicidio il comandante  di un peschereccio pugliese appena attraccato in porto. Gli  investigatori riterrebbero l'uomo – Mariano Ruggeri 47 anni, di Bari -  responsabile della morte di un clandestino, che viene dato per disperso al largo di Lampedusa.  Secondo il racconto di alcuni dei 59 immigrati soccorsi ieri  su un gommone, un loro compagno di viaggio avrebbe tentato  durante la traversata di raggiungere a nuoto il motopesca,  riuscendo a salire a bordo, ma sarebbe stato poi respinto  dall'equipaggio, finendo in mare dopo una colluttazione.

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Mafia. Carcere ancora più duro per Provenzano
Articoli - Mafia e Antimafia
venerdì 11 gennaio 2008

il boss bernardo provenzanoNOVARA. È stato aggravato il carcere duro per il capomafia Bernardo Provenzano, detenuto a Novara. Il provvedimento con il quale viene applicato il 14 bis, che si somma al 41 bis dell'ordinamento penitenziario, è stato decretato dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria su proposta della Direzione generale dei detenuti.  Questo duro regime carcerario, secondo quanto si legge nel provvedimento, ha come scopo «quello di impedire le comunicazioni con l'esterno». Il provvedimento è stato deciso in seguito ad attività di analisi e indagini che ha avuto anche il nulla osta di varie procure in cui Provenzano è imputato.    Il 14 bis, che inasprisce il 41 bis, nei mesi scorsi è già stato applicato al boss mafioso Leoluca Bagarella e al capomafia trapanese Andrea Manciaracina.

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Placido: "Provenzano più intelligente di tanti politici"
Articoli - Mafia, Cinema e Tv
venerdì 11 gennaio 2008

michele placidoROMA. Michele Placido, che lo interpreta sullo schermo domenica sera su  Canale 5 nell "Ultimo padrino"  ha definito Bernardo Provenzano di un'intelligenza superiore almeno al 50% dei nostri parlamentari». L'occasione è la  conferenza stampa di presentazione della fiction diretta da  Marco Risi. Placido, che si è a lungo preparato per  interpretare il personaggio ha parlato anche della religiosità  di Provenzano, «che trascende rendendolo per certi versi simile  ad un altro personaggio che ho portato sullo schermo, Padre  Pio».   

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Processo "Alta Mafia": modificato il capo d'imputazione
Articoli - Mafia e Antimafia
venerdì 11 gennaio 2008

Vincenzo Lo GiudiceModificato il capo d'imputazione contestato a 5 dei 15 imputati del processo "Alta mafia". Una decisione che ha costretto il presidente, Antonina Sabatino, a sospendere momentaneamente il dibattimento per riprenderlo il prossimo 22 gennaio. La richiesta di modificare, integrandolo e contestualizzandolo in maniera ed epoca diversa è stata formalizzata dal Pm Fernando Asaro.

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Campobello. Mafia al Comune: prorogato lo scioglimento
Articoli - Mafia e Antimafia
venerdì 11 gennaio 2008

Calogero GueliCAMPOBELLO DI LICATA. È stato prorogato lo scioglimento, precedentemente deliberato, del consiglio comunale di Campobello di Licata (Agrigento), dove sono state accertate forme di condizionamento dell'attività amministrativa da parte della  criminalità organizzata. È quanto scritto nel comunicato  ufficiale del Consiglio dei ministri. L’ex sindaco di Campobello di Licata, Calogero Gueli (Ds), è stato condannato lo scorso mese di dicembre per concorso esterno in associazione mafiosa. Attualmente al Comune di Campobello di Licata è operativa una commissione straordinaria prefettizia.

 
Agrigento: "Ho subito per cinque anni le pressioni degli usurai"
Articoli - Cronaca
venerdì 11 gennaio 2008
tribunale di agrigentoAGRIGENTO. Per cinque anni avrebbe pagato oltre il dieci per cento mensile di interesse sul capitale che gli era stato prestato. Giuseppe Vita, commerciante d'auto di Agrigento, dopo aver denunciato tutto ai carabinieri, oggi in tribunale ha confermato ogni accusa contro i suoi presunti estorsori: «Mi trovavo in un momento di crisi - ha detto - e avevo bisogno di liquidi. Ho chiesto i soldi a gente dedita all'usura». Vita si sarebbe anche visto puntare dai suoi aguzzini una pistola alla testa per «non ritardare i pagamenti». Gli imputati, presenti ai aula, sono Sergio Nobile di 36 anni, Pietro Ceresi di 49 anni, Salvatore Simone di 43 anni, Pietro Chianetta di 64 anni, Rita Onolfo di 43 anni e Angelo Cinquemani di 44 anni, tutti di Favara, nell'Agrigentino; Lillo Chianetta di 28 anni, di Agrigento e Giuseppe Schillaci, 49 anni, di Campofranco. Il processo è stato aggiornato a martedì prossimo.
 
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